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Non è quanto sollevi, ma come lo fai: la mia filosofia sulla tecnica

2026-01-10 08:12

Valter Bellanti

Allenamento & Tecnica,

Non è quanto sollevi, ma come lo fai: la mia filosofia sulla tecnica

Ti è mai capitato di entrare in palestra e vedere persone sollevare pesi enormi con la faccia paonazza e la schiena pericolosamente inarcata?

 

Ti è mai capitato di entrare in palestra e vedere persone sollevare pesi enormi con la faccia paonazza e la schiena pericolosamente inarcata? Ogni volta che assisto a scene del genere, provo un brivido. Molti pensano che il segreto per cambiare corpo sia "spingere sempre di più", ma lasciatelo dire chiaramente: un esercizio fatto male è spesso solo un biglietto di sola andata per l'osteopata.

Quella volta che ho detto "Stop"

Ricordo un ragazzo che venne da me mesi fa. Caricava il bilanciere per lo squat come se non ci fosse un domani, ma scendeva appena di pochi centimetri. Era frustrato perché le sue gambe non cambiavano nonostante i carichi importanti.

Gli ho tolto metà del peso.

All'inizio mi ha guardato male, quasi offeso. Poi gli ho insegnato a gestire il respiro, a stabilizzare il core e a scendere con il bacino sotto la linea delle ginocchia. Dopo tre serie fatte tecnicamente bene, era distrutto, ma sorrideva. Aveva finalmente capito che sentire il muscolo lavorare è profondamente diverso dal sentire il peso che ti schiaccia.

Perché sono ossessionato dalla tecnica?

Nel mio metodo, la tecnica non è un optional per perfezionisti, ma la base assoluta per tre motivi:

Attivazione Reale: Se fai un esercizio per il petto ma usi solo le spalle, stai sprecando tempo. La tecnica corretta isola l'obiettivo.

Sicurezza a lungo termine: Allenarsi significa stare bene oggi, tra un anno e tra dieci. Preservare le articolazioni è l'unico modo per non doversi fermare.

Efficienza: Quando impari a muoverti bene, ottieni di più con meno carico inutile. Il tuo corpo diventa una macchina precisa, non un ammasso di muscoli che lottano contro la gravità.

Dallo Squat alla Panca Piana

Ed ecco che, parlando di tecnica, finiamo quasi sempre lì: alla Panca Piana. È l’esercizio simbolo della palestra, quello che tutti vogliono fare, ma nella mia esperienza è anche quello dove vedo gli errori più spettacolari (e pericolosi).

Molti si sdraiano sulla panca come se si stessero mettendo sul divano di casa: gambe all'aria, schiena piatta e spalle buttate in avanti. Ma la panca non è un letto, è una postazione di combattimento. Ti svelo un segreto: non è un esercizio solo per il petto, coinvolge tutto il corpo. Quando insegno la panca, la prima cosa che dico è: "Pianta i piedi a terra come se volessi spingere via il pavimento". Si chiama leg drive, e serve a darti una stabilità che non immaginavi nemmeno di avere.

Le tue spalle ti ringrazieranno

L'errore più comune? I gomiti troppo larghi, "a T". È il modo più veloce per infiammare le cuffie dei rotatori. Io insisto ossessivamente sull'adduzione delle scapole: immagina di dover stringere una moneta tra le scapole e di doverla tenere lì per tutta la durata del movimento. Questo crea una base solida e protegge le tue spalle, permettendoti di spingere più forte e, soprattutto, senza dolore.

Spesso mi chiedono: "Valter, ma devo toccare il petto col bilanciere?". La risposta è: dipende. Se la tua mobilità lo permette senza far schizzare le spalle in avanti, sì. Ma se per toccare il petto perdi l'assetto, stiamo sbagliando qualcosa. Ogni corpo è diverso e l'obiettivo è trovare il tuo punto di inversione ideale, dove il petto lavora al massimo e il rischio è zero.

La sfida che ti lancio

La prossima volta che sei in palestra, prova a rallentare. Invece di lanciare il peso, controllalo. Senti il muscolo che si allunga e si contrae. Se senti dolore dove non dovresti, fermati e rifletti.

Oggi, quando ti approcci alla panca, non pensare ai dischi caricati. Pensa ai piedi immobili, alle scapole chiuse e a una discesa controllata andando incontro al ferro con il petto. Prova a fare tre serie così, con un carico leggermente inferiore al solito. Sentirai il pettorale "urlare" in modo diverso e capirai che, quando padroneggi la tecnica, padroneggi finalmente il tuo corpo.